Acero

Il FOLIAGE, una “sapiens-invenzione”

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Il folletto del parco si diverte sempre a spiare quello che fanno i sapiens e le parole che si scambiano. Proprio una mattina autunnale sentì l’agronoma (nel mondo sapiens sarebbe l’esperta di piante) vantarsi del foliage che il parco di villa Annoni a Cuggiono sfoggia orgoglioso in un ventaglio di colori ogni anno! Il folletto si buttò a terra, a pancia in su, ridendo a crepapelle: “Come dicono i sapiens quando si scopre una cosa banale? Hai scoperto l’acqua calda!!! Te lo insegnano già all’asilo che in autunno le foglie cambiano colore! Ma che parola è mai questa?! Foliage…”

Se in primavera osserviamo le ruote dei pavoni con i loro magnifici colori, in autunno sono il parco e le sue piante a fare una ruota di colori caldi e accesi sullo sfondo di agrifogli e tassi sempreverdi! Il foliage non è altro che il fogliame autunnale caratterizzato dalle tante tonalità di giallo, arancio, rosso e marrone di cui si colorano le foglie quando perdono la clorofilla e conservano le sostanze nutritive nelle radici per far fronte all’arrivo dell’inverno.

E allora… tutti al parco col naso all’insù per ammirare le chiome degli alberi, il variare delle loro tinte e notare come danno calore alle giornate più buie e nuvolose e luce in quelle soleggiate! Ma ecco un crepitio sotto i piedi dato dal calpestio di foglie secche, gli occhi si abbassano e… un tappeto di foglie colorate ci circonda.

Chi l’ha detto che l’autunno è una stagione triste che chiude l’estate e apre le porte al freddo inverno? Gli animali del bosco e le anime magiche che lo popolano ben sanno che è tutto il contrario: è un susseguirsi di luci e colori che riscaldano anche le giornate più cupe, basta sapersi guardare intorno e il folletto del parco lo sa bene. Lui, come i bambini, ama correre nel giardino all’italiana tra le piante di melo cotogno che in ottobre con le sue mele gialle sembra un albero di natale con tante lanterne accese e sa che, lungo la perimetrale, il passaggio nel bosco è illuminato dalle bacche di biancospino e dall’evonimo o cappello del prete, i cui semi sembrano caramelle alla fragola. La choisya ternata o arancio del messico nella parte monumentale del parco vive una nuova bianca, profumatissima fioritura e, accanto a lei, fiorisce il delicato osmantus. In tutto il parco sono poi sparsi cespugli di rosa canina che in autunno spiccano per le loro bacche rosse. E allora… cosa aspettate a venirci a trovare? Venite a vagabondare nel parco vestito d’autunno e a perdervi nei suoi mille colori.

Il folletto del parco e i volontari vi aspettano!

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